Il grande glicine misterioso di Milano

Abbiamo conosciuto Cristina mentre ci aggiravamo per i corridoi dell’ostello alla ricerca disperata di una locandina, sfuggitaci dalla pila di fogli che stavamo lasciando agli ospiti in vista di un evento.
Cristina carica di borse, borsone e borsette sembrava fare fatica ad uscire dall’ascensore. È stato quello il momento in cui le abbiamo dato una mano con i bagagli e le abbiamo chiesto dove fosse diretta con tutte quelle borse.

Giro tutta l’Europa. 200 giorni lontana da casa. Sperando di incontrare nuove persone che mi facciano ricredere sull’umanità.

ci ha detto con un accento a noi tanto familiare.
“Sei spagnola?” le abbiamo chiesto.
“Di Granada, per l’esattezza.  Ma devo prendere una pausa dalla mia città. Ho bisogno di scoprirne di nuove. E quindi comincio da Milano. È la prima volta che visito l’Italia”

E la domanda che ci sorge spontanea è chiederle come mai, tra tutte le città italiane, proprio Milano.

Perché ho bisogno di scoprire bellezze silenziose.

“Mia madre ha vissuto a Milano per ben 10 anni, prima di incontrare mio padre e ritornare a Granada. Mi ha sempre detto che Milano non è la classica città che definiresti bella. Ma è fatta di una bellezza diversa. Forse più che bella, l’aggettivo perfetto è affascinante. E che va scoperta allontanandosi dalle rotte turistiche. Ad esempio mi ha raccontato di un giardino incantato dietro le 5 vie in cui si nasconde il glicine più vecchio della città. Lo avete mai visto? Mia mamma diceva che nemmeno i suoi amici milanesi ne erano a conoscenza”.

Mentre ritorniamo alle nostre attività, dopo aver accompagnato in camera Cristina, continuano a rigirarci le sue parole nella testa. Di questo glicine antichissimo di cui nemmeno i milanesi sono a conoscenza.

Vuoi vedere, ci viene un po’ da pensare, che per comprendere il proprio luogo bisogna avere sempre un occhio esterno che conduce a nuove scoperte?

Vuoi vedere che per conoscere più approfonditamente la nostra Milano abbiamo bisogno di persone come Cristina?